Il voto del redattore
- voto
- 3.5/5
- valutazione
- Mescola gli elementi classici di un genere a quelli del proprio.




Il voto dei lettori
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- Questo film è stato votato da 31 lettori




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02 11 2013
A history of violence
di David Cronenberg
- Dati
- Titolo originale: A history of violence
- Soggetto: Romanzo a fumetti "Una storia violenta", scritto da John Wagner con disegni di Vince Locke
- Sceneggiatura: Josh Olson
- Genere: Drammatico - Thriller
- Durata: 90 min.
- Nazionalità: U.S.A., Canada
- Anno: 2005
- Produzione: Bender-Spink, New Line
- Distribuzione: 01 Distribution
- Data di uscita: 00 00 0000
Recensione pubblicata il 22 12 2005
Questa recensione è stata letta 22186 volte
La metà oscura
di Eduard Le Fou

Il plot è uno dei più sperimentati: Tom Stall vive una serena esistenza insieme alla moglie e ai due figli in una cittadina dell'Indiana, nello sconfinato ed isolato entroterra americano, dove gestisce una caffetteria, stimato e rispettato dei suoi compaesani.
Purtroppo un giorno l'esistenza della famiglia del protagonista cambia radicalmente: due efferati criminali irrompono nel locale per una rapina che Tom coraggiosamente riesce a sventare, uccidendo i due malviventi e salvando la vita ai clienti presenti.
Tom diventa così un piccolo eroe della comunità in cui vive e grazie a tv e giornali il suo volto ottiene un quarto d'ora di celebrità in tutto il Paese.

Tutte queste tematiche sono state elaborate a fondo in un altro film presentato con successo all'ultimo festival di Cannes (dov'era in concorso anche A history of violence): Cachè di Micael Haneke.
Lo svolgimento però è esattamente opposto. Benchè accomunati sin dalle prime sequenze da un senso di incombente minaccia che solo apparentemente arriva dall'esterno e che invece si rivela essere sepolto dentro la personalità del protagonista, Haneke crea un film del tutto personale e originale nello stile e nella trattazione, mentre Cronenberg si affida ad alcuni solidi strumenti narrativi classici del cinema thriller e noir, che qui funzionano

Emerge, prima lentamente per poi esplodere in tutta la sua violenza, un senso di inquietudine, una sensazione strisciante che all'inizio lo spettatore non sa spiegarsi e che trattiene dentro sé, proprio come fa lo stesso protagonista, fin quando finalmente Tom è costretto a venire allo scoperto.
E' da questo terreno che tutto il talento visionario di Cronenberg viene

I lettori hanno scritto 27 commenti

- indirizzo IP 62.110.10.163
- data e ora Giovedì 29 Dicembre 2005 [10:02]
- commento Forse perchè siamo andati al cinema con in mente i capolavori a cui ci ha abituati. Anch'io, all'inizio, sono rimasto deluso e scettico ma forse è un film che va fatto decantare un attimo e poi...

- indirizzo IP 62.110.10.163
- data e ora Giovedì 29 Dicembre 2005 [10:04]
- commento ripensato. Di certo è realizzato veramente bene! (del resto è Cronenberg...)

- indirizzo IP 82.49.59.116
- data e ora Giovedì 29 Dicembre 2005 [13:14]
- commento Mah, non credo. Anche a mente fredda mi sembra un film poco adatto al genio di Cronenberg. Come già Gilliam quest'anno è evidente che avere a che fare con sceneggiature altrui ha un effetto castrante

- indirizzo IP 82.49.59.116
- data e ora Giovedì 29 Dicembre 2005 [13:16]
- commento per i talenti immaginifici. Non a caso le scene migliori del film sono quelle di sesso (finalmente gli americani sapranno che non esiste solo il missionario) e quelle di violenza, crude e realistiche

- indirizzo IP 82.49.59.116
- data e ora Giovedì 29 Dicembre 2005 [13:18]
- commento Notevole anche il silenzio assordante della scena finale. Il punto è che questo film è alla portata di altri registi, nessuno invece, escluso Cronenberg, sarebbe stato in grado di girare Videodrome
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