Diavolo in corpo
Al Festival di Locarno edizione 1998 ha suscitato scalpore con il film Un mostro di nome Lila, un dramma dal sapore psicanalitico ma virante all'erotico, basta dire che era interpretato dalla pornostar Eva Henger.
E' un personaggio che sfugge alle catalogazioni Enrico Bernard, autore teatrale, saggista, editore, capace di incursioni sporadiche nella regia cinematografica con pellicole avvolte in vesti pruriginose ma dalle ambizioni ben più colte.
Eva Henger ha inventato per lui la divertente definizione "Tinto-Fassbernard", mesciando il suo cognome coi nomi di due registi difficilmente affiancabili come Tinto Brass e Rainer Fassbinder. Concentrato sull'attività teatrale, con Transfert il nostro ha voluto tentare una commistione tra questo particolare linguaggio e il video. L'ho incontrato a Milano alla proiezione del film, che vede come protagonisti Joseph Murray (noto per "Cats") e Giorgia Massetti.
Ambientato in luoghi naturali apparentemente bucolici, ma con un retrogusto di inquietudine, Transfert narra della nevrosi di una fanciulla perseguitata dai suoi mostri interiori, che si materializzano nelle sembianze di uno sconosciuto, ambiguo e tentatore. A fare da tramite l'analista, che come da prassi trasferisce su di sè paure e perversioni della protagonista ma, anzichè risolverle, sarà trascinato con lei nel suo inferno personale, fino alla conclusione più drammatica.
Il film è di impianto prettamente teatrale, anche se gli esterni, con la loro carica di inquietante bellezza, smussano un poco la sensazione claustrofobica e l'ossessiva ripetitività, funzionale alla storia.
Bernard ammette che si tratta di una pellicola difficile, ma sostiene che è stata accolta con grande
interesse dai giovani durante la proiezione in varie università italiane.
- Vederli così intrigati, così presi dalla complicazione e dall'ambivalenza dei personaggi mi ha sorpreso - racconta il regista - del resto si trattava di studenti di psicologia e filosofia attratti dai temi psicanalitici. Ho voluto ambientare il film tra i monti della Svizzera proprio per accentuare il contrasto tra quei luoghi idilliaci e l'aspetto rassicurante della ragazza e la presenza del male, del diavolo. A differenza dei film precedenti in questo non ci sono scene di nudo, e il corpo di donna che mostro serve a evidenziare in tutta la sua drammaticità il contrasto eros-tanatos. La sessualità vissuta come una colpa porta al distacco dagli istinti naturali e alla follia -.
Il testo teatrale da cui è tratto il film è stato appena pubblicato negli Stati Uniti, nella traduzione del dantista americano Celestino De' Iulis. Bernard parla di una riscoperta del teatro in forma di video e, tra i registi che più si avvicinano a questo tipo di approccio, cita Lars Von Trier.
Transfert verrà proiettato a Locarno dal 2 all'8 giugno e poi sarà al Teatro dell'Orologio di Roma dal 2 al 23 ottobre. Nel frattempo il regista continuerà a portare il suo lavoro in giro per università, italiane e soprattutto americane.