Il voto del redattore
- voto
- 2/5
- valutazione
- Il solito commento: leggete il racconto.


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- di Zhag Yimou
- dal 21 01 2005
- genere Azione
- tipo Sentimentale
- Eduard Le Fou



- Contro Il pessimo metodo
- A favore La violenza della psicoanalisi
- Sara Troilo Vs. Keivan Karimi
I guardiani del destino
di George Nolfi
- Dati
- Titolo originale: The Adjustment Bureau
- Soggetto: Philip K. Dick
- Sceneggiatura: George Nolfi
- Genere: Azione - Sentimentale
- Durata: 106 min.
- Nazionalità: USA
- Anno: 2011
- Produzione: Electric Shepherd Productions, Media Rights Capital, Universal Pictures
- Distribuzione: Universal Pictures
- Data di uscita: 17 06 2011
Come trasformare Dick in una love story
di Sara Troilo
Gorge Nolfi, sceneggiatore di Ocean’s Twelve e Bourne
Ultimatum, esordisce alla regia con I guardiani del destino tratto
dal racconto del 1954 di Philp K. Dick Squadra riparazioni (Adjustment Team). La grandezza di Dick è
nota, tant’è che adattare o ispirarsi (come in questo caso) a un suo racconto
garantisce almeno il pubblico degli affezionati del grandissimo scrittore e
ribadirlo ai distributori italiani è inutile, ormai la faccenda della traduzionedei titoli in italiano sta sfiorando il ridicolo e lo sappiamo. Nolfi scrive e
dirige questo film prendendo spunto dal racconto di Dick e decidendo di
renderlo prosaico e sentimentale, ci tengo a dirlo subito così evitiamo
fraintendimenti. Tanto quanto è asciutto il racconto di Dick, tanto più è
intriso del romanticismo più bieco il film di Nolfi che evidentemente puntava
al blockbuster.
Il
solito Matt Damon, ormai iperattivo,
interpreta David Norris, giovanissimo candidato al Senato degli Stati Uniti per
lo Stato di New York, ad un passo dall’elezione ma fregato da una fotografia
pubblicata sul Washington Post in cui lo si ritrae in un pub, ubriaco e in una
posa che non si addice ad un giovane senatore (americano, perché a Pontida
sarebbe andato via come il pane). Il ragazzo si rifugia nel bagno per provare
il discorso di chiusura della campagna elettorale e lì interviene il Caso:
chiusa in un bagno e nascosta c’è Elise (Emily
Blunt) imbucatasi a un matrimonio e ora fuggiasca. Tra i due scocca subito
la scintilla coronata da un bacio interrotto. Il fuggevole incontro cambia la
via di David che da quel momento non penserà che ad Elise. Non ha però fatto i
conti con la squadra riparazioni che lo cattura e gli intima di non rivelare a
nessuno lo squarcio nella realtà a cui ha avuto fortuitamente accesso e di
scordarsi di Elise. Perché? Perché lo dice il Piano, noto solo al principale.
Il
gioco è scoperto, da un lato c’è la carriera di entrambi: uno destinato alla presidenza degli Stati Uniti (indovinate chi è? L’uomo sì!), l’altra destinata
ad essere una grandissima ballerina e coreografa (il politico e la ballerina,
una storia mai sentita), dall’altro c’è l’amore. E non v’è traccia di tutto ciò
nel racconto di Dick che invece si concentra sulla profonda angoscia di un uomo
che ha visto al di là del velo di Maya, concentrando in poche pagine un portato
filosofico di grande respiro.
Mentre qua siamo al fotoromanzo, come spesso accade le storie di Dick vengono neutralizzate sul grande schermo tanto che tutto ciò che rimane è un’ombra sbiadita. L’unico pregio di tali film è quello di far riscoprire l’opera del grande scrittore, non mi stancherò mai di ripeterlo. Ed è un peccato perché il film di Nolfi regge fino a meno della metà, il buon David tenta di inseguire il caso e di andare contro al destino, affannandosi nella ricerca della sua amata. Il problema è che riportare il tutto alla scelta fra carriera e amore, fra completezza della vita data dalla serenità sentimentale piuttosto che dalle altissime aspirazioni lavorative è logoro. Senza contare il fatto che davvero non si capisce come possa una ballerina interferire nella vita di un politico, tanto più che stranamente né la paga per le prestazioni sessuali, né la stupra come sono soliti fare gli uomini di potere!
I
dialoghi, così come la regia sono piuttosto ordinari, l’esordio dello
sceneggiatore non lascia pensare ad un futuro pazzesco, ma di certo non lo
condanneremo per questo filmettino tinto di rosa con toni soprannaturali e la
squadra riparazioni composta da angeli che indossano il cappello. La
sfida del libero arbitrio nella lotta tra destino e caso sarebbe stata
interessante, ad esempio, ma non ve n’è traccia alcuna. Osare non è alla
portata di tutti, ma noi non ci rassegniamo e continueremo ad aspettare un
nuovo grande autore.
I lettori hanno scritto 2 commenti
- indirizzo IP 151.65.235.72
- data e ora Giovedì 30 Giugno 2011 [0:16]
- commento Uscito ora dal cinema..pienamente d'accordo con Sara.. Comunque la Emily non è affatto malaccio ;-)
- indirizzo IP 93.71.33.194
- data e ora Giovedì 30 Giugno 2011 [14:44]
- commento Vero Ema, ha un viso inusuale per gli standard di hollywood
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