Il voto del redattore
- voto
- 3.5/5
- valutazione
- Una pellicola da non perdere per chi ama le folli illusioni che muovono i film di Herzog.
Il voto dei lettori
- voto medio
- 4.3/5
- numero votanti
- Questo film è stato votato da 11 lettori
- Contro Il pessimo metodo
- A favore La violenza della psicoanalisi
- Sara Troilo Vs. Keivan Karimi
L'ignoto spazio profondo
di Werner Herzog
- Dati
- Titolo originale: The wild blue yonder
- Soggetto: Werner Herzog
- Sceneggiatura: Werner Herzog
- Genere: Fantastico - Documentario
- Durata: 81 min.
- Nazionalità: Francia, U.K., Germania
- Anno: 2005
- Produzione: Werner Herzog Filmproduktion Tetramedia, West Park Pictures, France 2, BBC, FR2, CNC
- Distribuzione: Fandango
- Data di uscita: 25 11 2005
L'umanità alla ricerca del Pianeta Terra
di Eduard Le Fou
Strana creatura, di rara e selvaggia bellezza, questo documentario di finzione, una "science fiction fantasy" come lo definisce lo stesso regista Werner Herzog, presentato con successo all'ultimo Festival di Venezia. Attraverso il personaggio narrante, un alieno impersonato dall'attore americano Brad Dourif, il film ci espone una fantascientifica versione riguardo la natura e la vita sul nostro pianeta. L'alieno svela, rivolgendosi direttamente al pubblico, come da decine di anni sulla Terra siano sbarcati numerosi alieni provenienti da un remoto pianeta morente di un'altra galassia, alla ricerca di condizioni di vita più ospitali; ma i loro tentativi di creare una nuova comunità nel nostro mondo non hanno ottenuto un grande successo.
L'alieno esprime quindi tutta la sua frustrazione poichè, pur sapendolo per esperienza diretta, non ha potuto spiegare agli scenziati che la missione Galileo, organizzatata dalla NASA per cercare nello spazio alternative per gli esseri umani ad un pianeta Terra ormai invivibile, era destinata comunque a fallire.
A parte le sequenze recitate da Dourif con un monologo dai toni lirici e a tratti invasati - tipici dei film di Herzog -, L'ignoto spazio profondo è composto da un sapiente montaggio di immagini di repertorio di alcune missioni della NASA, di interviste a eminenti scenziati che ci spiegano l'impossibilità per l'uomo di attraversare lo spazio-tempo che ci separa dalla galassia dove potremmo trovare condizioni di vita simili alla nostra, e da spettacolari sequenze che riprendono in tutto il loro splendore alcuni paesaggi incontaminati della Terra, che ci vengono proposti come se fossero quelli di un altro pianeta, una terra promessa che l'uomo è destinato a raggiungere.
Il tutto musicato con gli evocativi canti delle profonde voci dei tenori di Sardegna. Di particolare impatto visionario ed emotivo sono le fantastiche sequenze subacquee, girate sotto la calotta ghiacciata del polo, al di sotto della quale si muovo questi sommozzatori-astronauti che, nella finzione, avrebbero trovato nel pianeta Wild Blue Yonder, la cui atmosfera è composta da elio liquido (il mare, in realtà), le condizioni ambientali più simili a quelle del pianeta Terra.
Un ritorno all'acqua come elemento primordiale, alla disperata ricerca di una natura inconaminata, che tale sul nostro pianeta purtroppo non è più.
Un film che lascia lo spettatore con la triste consapevolezza che lo stupendo pianeta Terra è la nostra unica casa possibile, una dimora sacra, maestosa e misteriosa, che purtroppo l'uomo presto renderà completamente invivibile, autoprogrammandosi per l'estinzione.
Una pellicola da non perdere per chi ama le folli illusioni che muovono i film di Herzog. L'illusione (anche) stavolta è l'immortalità, cui sembra alludere tutto il creato.
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