Storia d'amore trasudante melassa con contorno di distese innevate, campi di grano e atmosfera bucolica. La guerra di secessione interrompe l'Arcadia ed è nera e molto cupa, soldati ammazzati in ogni cantone, sangue, fango, uomini rozzi, cattivi, sporchi e bambini lasciati a morire di freddo.
Cold Mountain e' tutto questo, un enorme topo(s) capace di sminuire anche la bella
Nicole ridotta a una bionda che fa le smorfie.
Renee Zellweger, la coprotagonista, interpreta la donna dura, quella che non ha mai conosciuto l'affetto paterno, quella che ha imparato a cavarsela da se' e protegge la delicata
Kidman dai pericoli e dalla morte per fame, e' al di la' dell'urticante ed e' stata premiata con l'Oscar. Poi c'è il soldato innamorato,
Jude Law, ricoperto di barba, traumatizzato e innamorato della Kidman, piuttosto forzato tutto il personaggio che gli ha affidato
Minghella (che poi,
Minghella, dai, e' forse peggio di
Ron Howard come regista). I contenuti speciali sono cio' che rende sopportabile il tutto, a parte il commento del regista che, incredibile dictu, parla del proprio film come se fosse un'opera degna di nota. Va bene la passione, va bene crederci, ma prendersi tanto sul serio a volte puo' essere controproducente, o, per lo meno, portarti molto vicino al ridicolo.
Anthony, nelle interviste ai tempi dell'uscita italiana del film, ha parlato persino di un parallelo tra il proprio film, tratto dal romanzo di
Charles Frazier, e l'Odissea omerica. Qui corre l'obbligo di spiegare dove stia il parallelo, giusto per evitare una lotteria delle interpretazioni possibili che culminerebbe nella domanda "Vuoi vedere che anche Minghella, come (si dice di) Omero, e' cieco?". No, l'intenzione del regista era quella di rappresentare un ritorno, una fine e non una situazione di guerra,
Jude Law sarebbe, in quest'ottica, una specie di Ulisse. La spiegazione era doverosa, io piu' in la' delle vicinanze con
Cuori ribelli non mi sarei spinta. Negli extra ci sono anche le scene che sono state tagliate nella versione definitiva del film, molto utili per capire l'economia di scelte del regista e della produzione.

Tutte quelle presenti nel DVD hanno un andamento riflessivo-onirico-vagamente-poetico che fanno pensare a un potere decisionale prevalentemente pratico, di quelli che operano i produttori e che di norma rovinano i film senza remore. In questo caso, al contrario, hanno tagliato tutta roba inutile, quando non fastidiosa e ridondante. Cito come esempio i cinque minuti che si dilatano rimanendo fissi su
Jude Law che apre un maiale. Gran bella veste per un filmetto rosa che non emerge dalla mediocrita'.